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		<title>Penguin Update: impatto sul ranking o sulle strategie?</title>
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		<pubDate>Fri, 04 May 2012 10:45:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[Dopo tanto parlarne, alla fine è arrivato. Il Penguin Update ha fatto irruzione nelle SERP di tutto il mondo il 25 aprile con conseguenze molto più vaste di quelle attese. Ma facciamo un passo indietro. Alcune settimane fa, il mondo dei motori di ricerca era agitato da una dichiarazione di Matt Cutts, capo della sezione antispam di Google, che aveva pubblicamente reso noto che a Mountain View erano sul punto di rilasciare delle modifiche algoritmiche destinate a penalizzare chi ha fatto troppa SEO. Dopo Panda Update, il Page Layout Algorithm  e la rivalutazione di metriche di link, quindi, Google stava per mettere in atto un altro giro di vite per migliorare la qualità dei risultati. Un annuncio che ovviamente aveva turbato parecchio, essendo “Troppo Ottimizzato” una locuzione dai contorni molto incerti. Quando la SEO legittima diventa manipolatrice, in sostanza? Da più parti si era cominciato a speculare su chi dovesse preoccuparsi e chi potesse invece dormire sonni tranquilli. Giustamente, Vanessa Fox aveva rimarcato come l’ottimizzazione per i motori di ricerca sia un continuum che può andare da pratiche perfettamente corrette e utili anche ai motori di ricerca, ad altre evidentemente da spam, con in mezzo una fascia di varie tonalità [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/05/Penguin.jpg"><img class="size-medium wp-image-5437 alignleft" title="Penguin update" src="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/05/Penguin-300x288.jpg" alt="" width="240" height="230" /></a>Dopo tanto parlarne, alla fine è arrivato. Il <strong>Penguin Update</strong> ha fatto irruzione nelle SERP di tutto il mondo il 25 aprile con conseguenze molto più vaste di quelle attese. Ma facciamo un passo indietro. Alcune settimane fa, il mondo dei motori di ricerca era agitato da <a href="http://searchengineland.com/too-much-seo-google%E2%80%99s-working-on-an-%E2%80%9Cover-optimization%E2%80%9D-penalty-for-that-115627">una dichiarazione di Matt Cutts</a>, capo della sezione antispam di Google, che aveva pubblicamente reso noto che a Mountain View erano sul punto di rilasciare delle modifiche algoritmiche destinate a <strong>penalizzare</strong> chi ha fatto <strong>troppa SEO</strong>. Dopo Panda Update, il Page Layout Algorithm  e la rivalutazione di metriche di link, quindi, Google stava per mettere in atto un altro giro di vite per migliorare la qualità dei risultati. Un annuncio che ovviamente aveva turbato parecchio, essendo “Troppo Ottimizzato” una locuzione dai<strong> contorni molto incerti</strong>. Quando la SEO legittima diventa manipolatrice, in sostanza? Da più parti si era cominciato a speculare su chi dovesse preoccuparsi e chi potesse invece dormire sonni tranquilli. Giustamente, Vanessa Fox aveva rimarcato come l’ottimizzazione per i motori di ricerca sia un <strong><em>continuum</em></strong> che può andare da pratiche perfettamente corrette e utili anche ai motori di ricerca, ad altre evidentemente da spam, con in mezzo una fascia di <strong>varie tonalità di grigio</strong>. In più, questa fascia di difficile catalogazione racchiude anche comportamenti non per forza consapevoli. Chi ha cercato di fare “SEO artigianale” inserendo parole chiave nel footer del proprio sito perché ha visto che nei primi posti delle SERP lo facevano tutti, ha peccato di Over Optimization o semplicemente è stato fuorviato dalle implicite indicazioni dello stesso Google? Senza citare che sovente gli stessi portavoce del motore di ricerca hanno consigliato azioni poi <strong>dichiarate sbagliate/pericolose</strong> l’anno dopo (si pensi al nofollow a fini di page rank sculpting o all’uso del canonical tag, giusto per citare due clamorose retromarce). In uno scenario di poche certezze, come è quello legato al posizionamento organico, è ovvio quindi che fossero in molti ad arrovellarsi la mente per cercare di capire se ci si era spinti troppo oltre in qualcosa, o se l’insieme di alcune azioni singolarmente accettabili non potesse essere malvista.</p>
<p>Nel momento dell’effettivo rilascio dell’update, Google l’ha definito allora “<a href="http://googlewebmastercentral.blogspot.it/2012/04/another-step-to-reward-high-quality.html"><strong><em>antispam</em></strong></a>”, ma la sostanza non è cambiata, avendo esso intercettato siti che tutt’altro sono che poco utili all’utente. Prima del rilascio sembrava ragionevole che la maggior parte dei webmaster potesse dormire sonni tranquilli e che non si trattasse di una crociata anti-SEO da parte di Google. In realtà, invece, nelle maglie dell’aggiornamento sono rimasti incastrati anche siti presenti online da anni, con comunità di utenti fidelizzate e con referenze autorevoli. Lontani anni luce dalla definizione di spam. I commenti da ogni angolo del mondo sono stati <strong>molto negativi</strong>, sia da parte di chi è stato colpito, ingiustamente o per “peccati veniali”, sia da parte degli utenti che hanno visto cambiate le SERP in maniera tutt’altro che positiva, dato che i siti promossi si sono rivelati spesso trusted ma non in topic, non aggiornati, in certi casi addirittura vuoti. In generale, non rilevanti per la query. Il fattore preso di mira più energicamente sembrano essere stati i <strong>link in ingresso</strong> manipolati (soprattutto nella combinazione anchor text ottimizzato + site-wide + posizione con bassa prominence), un rebus di difficile soluzione per Google, che su di essi ha fondato buona parte delle metriche di ranking e su quali continua a mettere toppe in modo coercitivo, accontentandosi di sacrificare siti validi per beccarne qualcuno cattivo. C’è chi ha definito Penguin (questo poi il nome ufficiale attribuito all’Update, forse giocando sul fatto che i black hat SEO si definiscono Gentlemen della SEO, un po’ come il Pinguino di Batman) “<em>il peggiore aggiornamento di sempre</em>”, ma la levata di scudi tuttavia non comporterà nessun passo indietro, ovviamente. Forse ci saranno degli affinamenti futuri un po’ come succede con Panda, ma chi è stato colpito dovrà lavorare per recuperare le posizioni perse: analizzare gli effetti, individuare correttamente le cause e mettere in atto gli opportuni correttivi. In questo senso è importante <strong>non procedere alla cieca</strong>, iniziando a de-ottimizzare il sito, rimuovendo link senza discriminazione, o inviando richieste di riconsiderazione senza aver effettivamente apportato delle modifiche ad abusi. Il rischio è di causare ulteriori danni alla propria visibilità nei risultati di Google.</p>
<p>Questo è in estrema sintesi lo scenario attuale con cui confrontarsi, ma da questo e da altri aggiornamenti bisogna anche <strong>cercare di capire come le evoluzioni degli algoritmi si debbano riflettere nelle strategie di <a title="Agenzia Search Engine Marketing" href="http://www.mamadigital.com">search engine marketing</a> delle aziende</strong>. Se da un lato è vero che Google continua a porre regole, dall’altro emerge la necessità di concentrare i propri sforzi non solo nel rendere il proprio sito ottimizzato sotto per gli spider ma anche e soprattutto per gli <strong>utenti</strong>. I primi raccolgono informazioni la cui valutazione cambia (si affina?) periodicamente nel tempo e lavorare pensando solo a loro significa dover sempre rincorrere (o ricostruire, nei casi peggiori); i secondi inviano segnali che sempre più intervengono come fattore concorrente alla reputazione: tenerli al centro delle proprie azioni significa allo stesso tempo restare al riparo da sgradite sorprese e costruire la propria credibilità per i motori di ricerca. L’implicito takeaway delle penalizzazioni per sovra-ottimizzazione (o delle penalizzazioni in generale) è non cercare di farsi trovare, ma farsi trovare per innescare interazione. Anche per questo, la presenza in canali sociali non è più un optional ma una condizione inderogabile, e se posizionarsi è e sarà importante, posizionarsi con contenuti di diverso tipo sarà di certo l’arma in più.</p>
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		<title>Mamadigital è sponsor dell&#8217;Osservatorio New Media &amp; New Internet</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/03/19/osservatorio-new-media-new-internet/</link>
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		<pubDate>Mon, 19 Mar 2012 15:22:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Non perdiamo occasione per ripeterlo: internet sta cambiando e, con esso, stanno cambiando i media e i loro fruitori. Lo abbiamo detto in occasione della presentazione del rapporto 2011 dell’Osservatorio Mobile Marketing &#38; Service del Politecnico di Milano. Un’occasione per ribadirlo è il 20 marzo. In questa data, l’Osservatorio New Media &#38; New Internet della School of Management presenta i dati delle proprie ricerche e Mamadigital non poteva mancare. Ancora una volta, ritenendo l’attività degli Osservatori PoliMi strategicamente importante per l’evoluzione digitale del nostro Paese, Mamadigital vuole promuovere la ricerca sponsorizzando l’Osservatorio New Media &#38; New Internet per l’evento di presentazione del rapporto 2012. I dati che verranno presentati corroborano la nostra tesi sulla rivoluzione in atto nel web. Dal “vecchio internet” al “nuovo internet”: questo sembra essere il claim dell’edizione 2012 dell’Osservatorio. Così come le statistiche sul ridimensionamento della navigazione Pc-centrica in favore dei nuovi device e sul ruolo preponderante dei social media vanno a consolidare ciò che ripetiamo ogni giorno ai nostri partner: la visibilità online deve seguire strategie di Universal Optimization. È sulla base di queste ricerche, tra le più approfondite del nostro settore, e sulla base della nostra esperienza pregressa e quotidiana che possiamo adeguare i [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Non perdiamo occasione per ripeterlo: internet sta cambiando e, con esso, stanno cambiando i media e i loro fruitori. Lo abbiamo detto in occasione della presentazione del rapporto 2011 dell’<a title="mobile marketing" href="http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/25/osservatorio-mobile-marketing/"><strong>Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service</strong> </a>del Politecnico di Milano. Un’occasione per ribadirlo è il 20 marzo. In questa data, l’<strong>Osservatorio New Media &amp; New Internet</strong> della School of Management presenta i dati delle proprie ricerche e <strong>Mamadigital</strong> non poteva mancare.</p>
<p>Ancora una volta, ritenendo l’attività degli <strong>Osservatori PoliMi</strong> strategicamente importante per l’evoluzione digitale del nostro Paese, Mamadigital vuole promuovere la ricerca sponsorizzando l’<a href="http://www.osservatori.net/new_media_e_tv"><strong>Osservatorio New Media &amp; New Internet</strong></a> per l’evento di presentazione del <strong>rapporto 2012</strong>.</p>
<p>I dati che verranno presentati corroborano la nostra tesi sulla rivoluzione in atto nel web. Dal “vecchio internet” al “nuovo internet”: questo sembra essere il claim dell’edizione 2012 dell’Osservatorio. Così come le statistiche sul ridimensionamento della navigazione Pc-centrica in favore dei nuovi device e sul ruolo preponderante dei social media vanno a consolidare ciò che ripetiamo ogni giorno ai nostri partner: la <a title="Visibilità online" href="http://www.mamadigital.com/servizi/">visibilità online</a> deve seguire strategie di <strong>Universal Optimization</strong>.<br />
È sulla base di queste ricerche, tra le più approfondite del nostro settore, e sulla base della nostra esperienza pregressa e quotidiana che possiamo adeguare i nostri servizi alle evoluzioni e alle proiezioni del contesto web.</p>
<p>L’appuntamento è il 20 marzo 2012, presso l’Aula Carlo de Carli del Politecnico di Milano, Campus Bovisa, via Durando 10, Milano con <strong>Osservatorio New Media &amp; New Internet</strong> e, ovviamente, con Mamadigital.</p>
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		<title>I Rich Snippets: un’occasione da sfruttare per aumentare il traffico</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/02/02/i-rich-snippets-un%e2%80%99occasione-da-sfruttare-per-aumentare-il-traffico/</link>
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		<pubDate>Thu, 02 Feb 2012 13:27:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Engine Optimization]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Tra le novità del 2011, una delle più significative sicuramente è stata l’introduzione dei Rich Snippets per un vasto assortimento di tipologie di contenuti. Abbiamo nel tempo osservato l’evolversi del comportamento dei motori di ricerca e di Google in particolare nei riguardi dei markup introdotti con Schema.org e a distanza di qualche mese possiamo dirlo probabilmente normalizzato e stabilizzato. Dopo una iniziale “selvaggia” proliferazione di rilucenti stelline nelle pagine dei risultati, fase in cui molti webmaster intuendo il potenziale delle recensioni hanno falsificato i rating, Google ha cominciato a discriminare i siti per cui far comparire i rich snippets, e quelli sopravvissuti ora spiccano tra i risultati, attirando sicuramente più clic. È quindi giunto il momento, se ancora non lo si è fatto, di approfittare della possibilità di dar mostra dei propri contenuti, per almeno due motivi. Il marking di informazioni, infatti, è doppiamente importante: da una parte consente un’esposizione più accattivante nelle pagine dei risultati (con stelline, anteprime di video…), e dall’altra aiuta gli spider a identificare meglio i contenuti e a estrapolare dal testo dati specifici. Il risultato di un corretto uso dei tag sarà quindi un probabile aumento del CTR e delle visite, anche quando ci si [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra le <a href="http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/24/2011-update-google/">novità del 2011</a>, una delle più significative sicuramente è stata l’introduzione dei <strong>Rich Snippets</strong> per un vasto assortimento di tipologie di contenuti. Abbiamo nel tempo osservato l’evolversi del comportamento dei motori di ricerca e di Google in particolare nei riguardi dei markup introdotti con <a href="http://www.schema.org">Schema.org</a> e a distanza di qualche mese possiamo dirlo probabilmente normalizzato e stabilizzato. Dopo una iniziale “selvaggia” proliferazione di rilucenti stelline nelle pagine dei risultati, fase in cui molti webmaster intuendo il potenziale delle recensioni hanno falsificato i rating, Google ha cominciato a <strong>discriminare</strong> i siti per cui far comparire i rich snippets, e quelli sopravvissuti ora <strong>spiccano</strong> tra i risultati, attirando sicuramente <strong>più clic</strong>.</p>
<p><a href="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/02/webmasters_99170_rsreview.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5367" title="webmasters_99170_rsreview" src="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/02/webmasters_99170_rsreview-300x50.png" alt="" width="300" height="50" /></a></p>
<p>È quindi giunto il momento, se ancora non lo si è fatto, di <strong>approfittare</strong> della possibilità di dar mostra dei propri contenuti, per almeno <strong>due motivi</strong>.<br />
Il marking di informazioni, infatti, è doppiamente importante: da una parte consente un’<strong>esposizione più accattivante</strong> nelle pagine dei risultati (con stelline, anteprime di video…), e dall’altra aiuta gli spider a <strong>identificare meglio i contenuti</strong> e a estrapolare dal testo dati specifici.</p>
<p>Il risultato di un corretto uso dei tag sarà quindi un probabile <strong>aumento del CTR</strong> e delle visite, anche quando ci si trova non nelle primissime posizioni, poiché non solo si <strong>cattura l’attenzione dell’utente</strong> che effettua la query ma gli si offrono, direttamente nella pagina dei risultati, delle <strong>informazioni ulteriori</strong> che lo aiutano a comprendere che tipo di contenuti troverà nel sito.<br />
Essendo disponibile uno specifico markup per quasi ogni tipo di contenuto, <strong>ogni portale</strong> può individuare quello più adatto ai propri scopi:</p>
<ul>
<li>Gli <strong>e-commerce</strong> possono mostrare le review degli utenti agli oggetti in vendita;</li>
<li>I <strong>siti a carattere editoriale</strong> possono recensire libri, film, cd;</li>
<li>I <strong>portali turistici</strong> possono fornire informazioni sulla posizione delle strutture ricettive e le valutazioni di chi ci è stato;</li>
</ul>
<p>Questo solo per citare alcune delle categorie di siti che possono implementare con successo il codice per ottenere i <strong>rich snippets</strong>.</p>
<p>In definitiva, il suggerimento neanche nascosto che giunge dai motori di ricerca è semplice: <strong>dare lustro ai propri contenuti</strong>. Chi lo farà sarà premiato. Chi no, <strong>perderà un’occasione</strong>, e traffico ad appannaggio dei competitor.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Mobile è maturo, l&#8217;Advertising cresce del 50%</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/27/crescita-mobile-advertising/</link>
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		<pubDate>Fri, 27 Jan 2012 14:25:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>
		<category><![CDATA[mobile]]></category>

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		<description><![CDATA[Tornati dall’Osservatorio Mobile Marketing &#38; Service organizzato dal Politecnico di Milano, diamo qualche dato ed impressione a caldo sui trend e l’evoluzione di questo settore. Partecipando in qualità di sponsor dell’evento è giusto dire che abbiamo potuto goderci l’iniziativa da un ottica privilegiata ed esclusiva. Ciò che è pacifico e si palesa agli occhi di tutti è che il settore è in fase di grande dinamismo. Il 2011 secondo l’analisi dell’Osservatorio è l’anno della maturità raggiunta, da parte di molti brand e aziende piccole e medie nei confronti del Mobile e del suo fondamentale utilizzo per raggiungere gli utenti in modo sempre più soddisfacente e capillare. Scendendo più nel dettaglio bisogna capire che il Mobile non è più un comparto miraggio ma rappresenta il presente in Italia e nel Mondo. In secondo luogo va compreso che il mercato Mobile non è un altro contenitore dove replicare le medesime logiche di marketing e advertising pianificate per altri canali essendo un settore a sé e che merita la considerazione del caso e lo sviluppo di logiche di strategia ad hoc. Il Mobile rappresenta infatti più di altri settori una grande occasione per brand internazionali e PMI di fidelizzare i clienti e di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a title="Mobile Marketing" href="http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/25/osservatorio-mobile-marketing/">Tornati dall’<strong>Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service</strong></a> organizzato dal <strong>Politecnico di Milano</strong>, diamo qualche dato ed impressione a caldo sui trend e l’evoluzione di questo settore. Partecipando in qualità di <strong>sponsor dell’evento</strong> è giusto dire che abbiamo potuto goderci l’iniziativa da un ottica privilegiata ed esclusiva. Ciò che è pacifico e si palesa agli occhi di tutti è che il settore è in fase di grande dinamismo.</p>
<p>Il 2011 secondo l’analisi dell’Osservatorio è l’<strong>anno della maturità raggiunta</strong>, da parte di molti brand e aziende piccole e medie nei confronti del Mobile e del suo fondamentale utilizzo per raggiungere gli utenti in modo sempre più soddisfacente e capillare. Scendendo più nel dettaglio bisogna capire che il Mobile <strong>non è più</strong> un comparto miraggio ma rappresenta il presente in Italia e nel Mondo. In secondo luogo va compreso che il mercato Mobile non è un altro contenitore dove replicare le medesime logiche di marketing e advertising pianificate per altri canali essendo un settore a sé e che merita la considerazione del caso e lo sviluppo di <strong>logiche di strategia ad hoc</strong>.</p>
<p>Il <a title="Mobile Marketing &amp; Advertising" href="http://www.mamadigital.com/blog/tag/mobile/">Mobile</a> rappresenta infatti più di altri settori una grande occasione per brand internazionali e PMI di fidelizzare i clienti e di valorizzare la customer experience. I numeri in termini di investimenti parlano chiaro. Una <strong>crescita del 50%</strong> <strong>rispetto al 2010</strong> per quanto riguarda le risorse spese dalle aziende in <strong>Mobile Advertising</strong> con un passaggio estremamente consistente <strong>da 38 a 56 milioni di euro</strong>. Le cifre sono da capogiro e il futuro può solo essere ancora più roseo.</p>
<p>Se molti solo un anno fa avevano fatto l’equazione Mobile Internet uguale esclusivamente Applicazioni Mobile dati alla mano devono correggere il tiro visto che il <strong>Mobile Marketing</strong> e la <strong>Mobile Promotion</strong> rappresentano ambiti di questo settore che crescono a ritmi vertiginosi e il loro sviluppo non è ancora ai massimi livelli.</p>
<p>Il domani è nelle nostre mani ed il domani parla Mobile.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Osservatorio Mobile Marketing &amp; Service: Mamadigital tra gli sponsor</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/25/osservatorio-mobile-marketing/</link>
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		<pubDate>Wed, 25 Jan 2012 10:24:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Eventi]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Rapporto 2011 dell’Osservatorio Mobile Marketing Services del Politecnico di Milano verrà mostrato nell’ambito dell’Incontro del 26 gennaio prossimo. Mamadigital sarà presente in qualità di sponsor dell’evento perché l’importanza di un settore come quello del Mobile Marketing apre scenari estremamente interessanti per lo sviluppo dell’Italia e dei suoi ambiti produttivi. Il prezioso lavoro dei ricercatori del Politecnico di Milano svoltosi analizzando oltre duecento case studies e conducendo due survey sui consumatori e sulle aziende ha mostrato un trend in crescita per un settore in cui i margini di progresso e sviluppo sono infiniti. Il Mobile Marketing è infatti un ambito che ha grandi potenziali di sviluppo e le aziende sia grandi che piccole dimostrano un approccio sempre più consapevole a questo settore per mandare in modo più incisivo i loro messaggi ai clienti e fornire servizi in linea con le aspettative degli utenti. Secondo quanto riportato dall’ Osservatorio 2010 le stime degli analisti prevedono che nel 2013 le persone che si connetteranno a Internet da Mobile supereranno gli utenti che useranno il pc per entrare in rete. Tale fondamentale dato fa comprendere l’importanza dello sviluppo del Mobile Internet e dell’uso che le imprese ne dovranno fare in futuro per stare [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Rapporto 2011 dell’<a href="http://www.osservatori.net/mobile_marketing_service">Osservatorio Mobile Marketing Services del Politecnico di Milano</a> verrà mostrato nell’ambito dell’Incontro del <strong>26 gennaio</strong> prossimo. <strong>Mamadigital</strong> sarà presente in qualità di <strong>sponsor</strong> dell’evento perché l’importanza di un settore come quello del <strong>Mobile Marketing</strong> apre scenari estremamente interessanti per lo sviluppo dell’Italia e dei suoi ambiti produttivi.</p>
<p>Il prezioso lavoro dei ricercatori del Politecnico di Milano svoltosi analizzando oltre duecento <strong>case studies</strong> e conducendo due <strong>survey</strong> sui consumatori e sulle aziende ha mostrato un trend in crescita per un settore in cui i margini di progresso e sviluppo sono <strong>infiniti</strong>. Il Mobile Marketing è infatti un ambito che ha grandi potenziali di sviluppo e le aziende sia grandi che piccole dimostrano un approccio sempre più consapevole a questo settore per mandare in modo più incisivo i loro messaggi ai clienti e fornire servizi in linea con le aspettative degli utenti.</p>
<p>Secondo <strong>quanto riportato dall’ Osservatorio 2010</strong> le stime degli analisti prevedono che nel 2013 le persone che si connetteranno a Internet da Mobile <strong>supereranno</strong> gli utenti che useranno il pc per entrare in rete.<br />
Tale fondamentale dato fa comprendere l’importanza dello sviluppo del Mobile Internet e dell’uso che le imprese ne dovranno fare in futuro per stare al passo con le esigenze del cliente e i tempi di un mercato che si fa sempre più interessante. Difatti <strong>dal 2009 ad oggi</strong> la crescita della connessione a ad internet da Mobile registra dati che raddoppiano del <strong>25%</strong> fino al <strong>40%</strong>. L’importanza quindi dell’Osservatorio su questo sensibile settore in continuo aumento è palese.</p>
<p>Che siate addetti del settore o semplici appassionati di questo business dal grande potenziale di crescita, o anche solo se l’argomento vi incuriosisce, l<strong>’appuntamento è  all’Osservatorio Mobile Marketing Services</strong> <strong>presso l’Aula Carlo De Carli</strong> del Politecnico di Milano, Campus Bovisa, <strong>Via Durando – 10 Milano</strong>, giovedì 26 gennaio.<br />
Essendo <strong>sponsor</strong>, noi di <strong>Mamadigital</strong> saremo lì, <a href="http://www.osservatori.net/mobile_marketing_service/sponsor">insieme ai più importanti player del mercato</a> (Seat-Pagine Gialle, IAB Italia…) e per incontrare vecchi e nuovi amici.</p>
<p>Se passate, <strong>venite a trovarci</strong> al nostro desk per confrontarci sull’evoluzione dell’Mobile Marketing e sulle novità di <strong>Mamadigital</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il 2011 del SEM: dodici mesi di update e rivoluzioni firmate Google</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/24/2011-update-google/</link>
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		<pubDate>Tue, 24 Jan 2012 10:00:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing News]]></category>
		<category><![CDATA[google-panda]]></category>
		<category><![CDATA[SEO]]></category>

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		<description><![CDATA[Si è chiuso da qualche settimana il 2011 e uno sguardo all’ultimo anno in ottica Search Engine Marketing è d’obbligo, non tanto per lanciarci in pronostici più o meno sensati o azzardati su quanto il 2012 ci chiederà, quanto per trarre piuttosto delle indicazioni certe derivanti dal quasi quotidiano aggiornamento degli algoritmi dei motori di ricerca.  E la parola quotidiano non è un’esagerazione. Google ha infatti rilasciato lo scorso anno oltre 500 update: in alcuni casi si è trattato di modifiche minori, in altri di vere e proprie rivoluzioni. Se vogliamo citare solo i maggiori, il 2011 ha visto il pandamonio di Google Panda (con i suoi numerosi rilasci), l’introduzione definitiva di Social Search e il lancio di Google+, il Freshness Update e l’encryption delle query per gli utenti loggati. Ciascuna di queste innovazioni ha avuto singolarmente e cumulativamente un impatto importante sul Search Marketing e con esso bisogna confrontarsi. Panda, a inizio anno, ha rimesso in discussione la strategia di molte realtà web basate sul contenuto pensato per lo spider e scarsamente utile all’utente, e riportato all’attenzione di webmaster e SEO la centralità dell’esperienza di quest’ultimo, premiando contenuti esaustivi, usabilità, diffusione del brand. Laddove Panda aveva fatto danni, dando [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si è chiuso da qualche settimana il 2011 e uno sguardo all’ultimo anno in ottica <a title="Posizionamento - SEO" href="http://www.mamadigital.com/servizi/search-engine-optimization/"><em>Search Engine Marketing</em></a> è d’obbligo, non tanto per lanciarci in pronostici più o meno sensati o azzardati su quanto il 2012 ci chiederà, quanto per trarre piuttosto delle <strong>indicazioni</strong> certe derivanti dal quasi <em>quotidiano</em> aggiornamento degli algoritmi dei motori di ricerca.  E la parola quotidiano non è un’esagerazione. <strong>Google</strong> ha infatti rilasciato lo scorso anno <strong>oltre 500 update</strong>: in alcuni casi si è trattato di modifiche minori, in altri di vere e proprie rivoluzioni. Se vogliamo citare solo i maggiori, il 2011 ha visto il pandamonio di<strong> <a title="Google Panda Italia" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/09/06/google-panda-italia-chi-vince/">Google Panda</a></strong> (con i suoi numerosi rilasci), l’introduzione definitiva di <strong><a title="Google Social Search" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/05/20/google-social-search/">Social Search</a></strong> e il lancio di <strong><a title="Google Plus" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/07/15/google-plus/">Google+</a></strong>, il <strong>Freshness Update</strong> e l’<strong><a href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/11/29/google-analytics-e-le-keyword-scomparse/">encryption delle query</a></strong> per gli utenti loggati. Ciascuna di queste innovazioni ha avuto singolarmente e cumulativamente un impatto importante sul Search Marketing e con esso bisogna confrontarsi.</p>
<p>Panda, a inizio anno, ha rimesso in discussione la strategia di molte realtà web basate sul contenuto pensato per lo spider e scarsamente <strong>utile all’utente</strong>, e riportato all’attenzione di webmaster e SEO la centralità dell’esperienza di quest’ultimo, premiando contenuti esaustivi, usabilità, diffusione del brand. Laddove Panda aveva fatto danni, dando eccessiva rilevanza a risorse trusted ma non aggiornate, è arrivato poi in compensazione il Freshness Update che dà un boost alle <strong>risorse fresche</strong> quando la query sottintende un’esigenza di attualità.</p>
<p>Questi due aggiornamenti hanno dato più solidità al noto motto “Content is the king”, da sempre ripetuto da Google, ma spesso smentito da pagine di risultati occupate da risorse spinte in alto con tecniche più o meno lecite. E accanto ai contenuti, da valorizzare anche con il markup per i <strong>Rich Snippets</strong>, grande importanza nel 2011 è stata data alla <strong>presenza social</strong>, ormai requisito imprescindibile per quasi ogni tipo di attività che abbia un sito Internet. <strong><a href="http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/11/search-plus-your-world-la-fusione-tra-search-e-social/">Search Plus Your World</a></strong>, summa di Social Search e Google+, potrebbe nei prossimi mesi mutare definitivamente gli scenari del posizionamento <em>classico</em> sui motori di ricerca, benché il suo impatto sull’utente “medio” sarà in gran parte legato alle fortune della piattaforma social di Google, che per ora conta tanti iscritti ma molti meno utenti attivi.</p>
<p>Guardando allo scorso anno nel complesso, quindi, le <strong>indicazioni</strong> che emergono sono inequivocabili: <strong>restare al passo</strong> con gli aggiornamenti dei motori di ricerca è senza dubbio vitale, almeno per due motivi.</p>
<p>Prima di tutto, quanto acquisito nel tempo potrebbe cambiare per via di <strong>modifiche algoritmiche</strong>: il web è una realtà eccezionalmente <strong>dinamica</strong>, e anche quel che oggi è l’optimum domani sarà obsoleto e rimpiazzato da risorse ritenute migliori in base a <strong>parametri diversi</strong> da quelli che potrebbero contare adesso.</p>
<p>In seconda battuta perché anche nell’immediato i <strong>competitor</strong> potrebbero essere più bravi a cogliere le nuove opportunità che quasi ogni giorno si creano e a scalare posizioni erroneamente supposte consolidate.</p>
<p>La <strong>conclusione</strong> quasi obbligata ma sicuramente veritiera di quanto le evoluzioni recenti (e continue) dei motori di ricerca inducono non può essere dunque quella che vale in ogni campo <strong>altamente competitivo</strong>. Investire è fondamentale. Sempre che si faccia <strong><a title="visibilità online" href="http://www.mamadigital.com/servizi/">bene</a></strong>.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/24/2011-update-google/feed/</wfw:commentRss>
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		</item>
		<item>
		<title>Search, plus Your World: la fusione tra Search e Social+</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2012/01/11/search-plus-your-world-la-fusione-tra-search-e-social/</link>
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		<pubDate>Wed, 11 Jan 2012 16:27:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Search Marketing News]]></category>

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		<description><![CDATA[Che fosse solo questione di tempo lo credevamo e la notizia non ci lascia in realtà totalmente stupiti, ma la novità annunciata da Google è di certo di portata significativa e suscettibile di cambiare l’esperienza di ricerca di moltissimi utenti. Si chiama Search, plus your world, e rappresenta la completa e definitiva fusione tra mondo search e mondo social per come li intendevamo finora. Da oggi, su Google.com in inglese, gli utenti loggati nel loro account Google+ potranno vedere, mischiati ai risultati classici, risultati personali, ovvero condivisi dai loro contatti. Già da anni Google ha cominciato a mostrare risultati “personalizzati”, prima in base all’esperienza utente, poi anche in base alle interazioni dei propri social circles, fino all’integrazione di Social Search a febbraio; adesso, ogni persona vedrà una SERP differente, contenente informazioni (link, immagini, video) esplicitamente condivise con lei. Nella sostanza, le pagine dei risultati saranno composte da link a risorse classiche, link a risorse portate più in alto in base alle abitudini di chi effettua la ricerca, link promossi per via delle connessioni sociali, e link prettamente personali condivisi da amici su Google+. All’utente è lasciata la possibilità comunque di cercare nel web classico, ma i risultati di default saranno [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Che fosse solo questione di tempo lo credevamo e la notizia non ci lascia in realtà totalmente stupiti, ma la novità annunciata da Google è di certo di <strong>portata significativa</strong> e suscettibile di cambiare l’esperienza di ricerca di moltissimi utenti.</p>
<p>Si chiama <a href="http://googleitalia.blogspot.com/2012/01/search-plus-your-world-il-tuo-mondo.html">Search, plus your world</a>, e rappresenta la completa e definitiva fusione tra mondo search e mondo social per come li intendevamo finora. Da oggi, su Google.com in inglese, gli utenti loggati nel loro account Google+ potranno vedere, mischiati ai risultati classici, risultati personali, ovvero condivisi dai loro contatti.</p>
<p>Già da anni Google ha cominciato a mostrare risultati “personalizzati”, prima in base all’esperienza utente, poi anche in base alle interazioni dei propri social circles, fino all’integrazione di <strong><a title="Google Social Search" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/05/20/google-social-search/">Social Search</a></strong> a febbraio; adesso, ogni persona vedrà una <strong>SERP differente</strong>, contenente informazioni (link, immagini, video) esplicitamente condivise con lei.</p>
<p><a href="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/01/searuc_plus_your_world.png"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5337" title="searuc_plus_your_world" src="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2012/01/searuc_plus_your_world-300x194.png" alt="" width="300" height="194" /></a></p>
<p>Nella sostanza, le <strong>pagine dei risultati</strong> saranno composte da link a risorse classiche, link a risorse portate più in alto in base alle abitudini di chi effettua la ricerca, link promossi per via delle connessioni sociali, e link prettamente personali condivisi da amici su Google+.<br />
All’utente è lasciata la possibilità comunque di cercare nel web classico, ma i risultati di default saranno quelli personalizzati.<br />
Al momento tuttavia sono solo le connessioni su Google+ a influenzare la ricerca: Facebook e Twitter, come Flickr o Linkedin, sono esclusi.<br />
Sicuramente se le cose non cambieranno Google dovrà rispondere ad accuse di promozione sleale dei propri prodotti, essendo Search plus your world piuttosto un Search plus your Google+. E altri grattacapi potrebbero venire dal fronte <strong>privacy</strong>, con contenuti privati che potrebbero essere condivisi pubblicamente dai nostri contatti e con gli inserzionisti Adwords che continuano ad avere accesso alle keywords di accesso ai siti digitate da utenti loggati, <a title="Google Analytics Privacy" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/11/29/google-analytics-e-le-keyword-scomparse/">precluse</a> invece a chi non ha campagne attive. Verosimilmente, infatti, le persone tenderanno a cercare in futuro cose più personali, potrebbero cliccare su annunci e quindi fornire a inserzionisti informazioni su loro interessi privati più che in passato.<br />
Dalla sua posizione dominante (o di monopolio, come in Italia), tuttavia, Google probabilmente non se ne curerà granché.</p>
<p>Quel che è certo, intanto, sono le implicazioni di questa mossa, evidentemente grandi, sia per chi il motore di ricerca lo usa, sia per chi ha bisogno di farsi trovare online.<br />
Se fino a poco tempo fa comparire tra i primi risultati poteva essere sufficiente a guadagnare visite al proprio sito web, a breve non lo sarà più:</p>
<ul>
<li>I risultati “classici” vengono spinti in basso da quelli “promossi”;</li>
<li>I risultati “promossi” attirano maggiormente il clic poiché consigliati/condivisi da persone nella cerchia sociale dell’utente, che tenderà a fidarsi del suggerimento;</li>
</ul>
<p><strong><br />
Per le aziende</strong> diventerà quindi sempre più importante avere una forte presenza social e fare in modo che i propri contenuti vengano diffusi il più possibile, su Google+, per ora, e forse anche altrove in futuro.<br />
Il Search Marketing classico ha ormai poco senso. Se ancora ci fosse qualche dubbio, adesso è evidente: è tempo di <a title="Universal Optimization e visibilità online" href="http://www.mamadigital.com/servizi/"><strong>Universal Optimization</strong></a>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Analytics è Real Time</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2011/12/01/google-analytics-e-real-time/</link>
		<comments>http://www.mamadigital.com/blog/2011/12/01/google-analytics-e-real-time/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 01 Dec 2011 13:17:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[googleanalytics]]></category>

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		<description><![CDATA[Da qualche settimana, gli utenti che utilizzano Google Analytics stanno ricevendo la mail di notifica delle nuove funzionalità del servizio di web analytics. Tra gli strumenti più… spettacolari della nuova versione, c’è il Real Time (Tempo Reale). Una panoramica che ci permette di monitorare minuto per minuto il traffico web del sito. Il potente report (attualmente in Beta testing) fornisce informazioni su: Visitatori attivi sul sito; Visualizzazioni di pagina (al minuto e al secondo); Referral principali; Principali pagine attive; Parole chiave principali; Geocalizzazione; Google Analytics si arricchisce, dunque, di uno strumento di semplice e immediato utilizzo, ma la cui consultazione deve essere guidata da un senso, affinché il report abbia un’effettiva utilità. Il Real Time diventa, infatti, un alleato per testare l’efficacia di campagne di comunicazione, a pagamento o meno che siano. Da questa prospettiva, il Tempo Reale di Analytics ci potrà aiutare a correggere la rotta in corsa, analizzando gli effetti sul traffico del sito senza attendere il rapporto giornaliero. Perché, si sa, il web è il regno dell’immediatezza e gli strumenti devono adeguarsi ai suoi tempi. Come suggerisce il Google Analytics Team nel post che annuncia il lancio di Real Time, uno dei modi più “sensati” di utilizzo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da qualche settimana, gli utenti che utilizzano <strong>Google Analytics</strong> stanno ricevendo la mail di notifica delle <strong>nuove funzionalità</strong> del servizio di <a title="Web analytics " href="http://www.mamadigital.com/servizi/search-engine-optimization/web-analytics/">web analytics</a>. Tra gli strumenti più… spettacolari della nuova versione, c’è il <strong>Real Time (Tempo Reale)</strong>. Una panoramica che ci permette di monitorare minuto per minuto il traffico web del sito.</p>
<p><a href="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2011/12/google_analytics_real_time.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-5316" title="google_analytics_real_time" src="http://www.mamadigital.com/wp-content/uploads/2011/12/google_analytics_real_time-300x139.jpg" alt="" width="300" height="139" /></a></p>
<p>Il potente report (attualmente in Beta testing) fornisce informazioni su:</p>
<ul>
<li>Visitatori attivi sul sito;</li>
<li>Visualizzazioni di pagina (al minuto e al secondo);</li>
<li>Referral principali;</li>
<li>Principali pagine attive;</li>
<li>Parole chiave principali;</li>
<li>Geocalizzazione;</li>
</ul>
<p>Google Analytics si arricchisce, dunque, di uno strumento di semplice e immediato utilizzo, ma la cui consultazione deve essere guidata da un senso, affinché il report abbia un’effettiva utilità.</p>
<p>Il <strong>Real Time</strong> diventa, infatti, un alleato per testare l’efficacia di campagne di comunicazione, a pagamento o meno che siano. Da questa prospettiva, il Tempo Reale di Analytics ci potrà aiutare a correggere la rotta in corsa, analizzando gli effetti sul traffico del sito senza attendere il rapporto giornaliero.</p>
<p>Perché, si sa, il web è il regno dell’immediatezza e gli strumenti devono adeguarsi ai suoi tempi.</p>
<p>Come suggerisce il <a href="http://analytics.blogspot.com/2011/09/whats-happening-on-your-site-right-now.html">Google Analytics Team nel post che annuncia il lancio di Real Time</a>, uno dei modi più “sensati” di utilizzo del Tempo Reale è quello di impiegarlo quale strumento di monitoraggio del feedback rispetto a una campagna di comunicazione social, per testare la reattività e l’engagement rispetto a un determinato tema, prodotto o servizio.</p>
<p>Facciamo <strong>un esempio</strong>: abbiamo appena pubblicato il post che state leggendo sul blog di Mamadigital e ci apprestiamo a condividerlo su Twitter e Facebook. Grazie a Real Time potremo renderci conto immediatamente dell’impatto dell’argomento sulla nostra “platea” social.<br />
Ancora più importante, come sottolineano dal team di Google Analytics, è sapere quando un post smette di creare traffico. Essere a conoscenza di questa tempistica, significa sapere quando reingaggiare i followers per ottenere un flusso di traffico costante.</p>
<p>Un altro impiego del Real Time interessa le campagne di <a title="online advertising" href="http://www.mamadigital.com/servizi/online-advertising/">advertising online</a>. In questo caso, infatti, si avrà sin da subito un feedback sulla qualità del tracciamento delle campagne attraverso la “cartina tornasole” del <strong>Tempo Reale di Analytics</strong>.</p>
<p>Visualizzare il rapporto Real Time è semplice: una volta effettuato l’accesso all’account Analytics, cliccate su Home; nel menù di sinistra troverete l’opzione Tempo Reale (BETA). Cliccando su Panoramica, si avranno tutte le informazioni a disposizione.</p>
<p>Attenzione, l’uso <strong>Real Time di Analytics dà dipendenza</strong>.</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Google Analytics e le keyword scomparse</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2011/11/29/google-analytics-e-le-keyword-scomparse/</link>
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		<pubDate>Tue, 29 Nov 2011 09:47:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Web Analytics]]></category>
		<category><![CDATA[googleanalytics]]></category>

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		<description><![CDATA[(not provided) è una locuzione che sta diventando sempre più presente negli account di Google Analytics e fin dal 18 ottobre sta catalizzando su di sé le attenzione del mondo intero del web marketing. Dopo qualche settimana a studiarne l’impatto, crediamo sia tempo di dire la nostra a riguardo. Partiamo dal cosa significhi: semplicemente, è un offuscamento in Google Analytics delle keywords cercate dagli utenti che navigano loggati nel proprio Google account. Tutte le parole chiave che hanno portato traffico a un sito digitate da loggati non compaiono più in dettaglio nel report delle keywords ma accorpate come (not provided). Introducendo la novità, da Google era stata più volte sottolineato che la scelta voleva proteggere la privacy degli utenti e che comunque avrebbe riguardato solo il 2-3% delle query. Due punti focali dell’esposizione di Matt Cutts a cui tuttavia sono state mosse forti (e motivate) critiche. Al primo per la disparità di trattamento riservata a chi è inserzionista Adwords e chi non lo è. Chi ha una campagna attiva, infatti, può ugualmente vedere tutte le parole chiave con cui i visitatori hanno raggiunto il sito. Il titolo abbastanza diretto di SearchEngineLand a riguardo è stato “Google mette un prezzo sulla [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><em><strong>(not provided)</strong></em> è una locuzione che sta diventando sempre più presente negli account di <strong>Google Analytics</strong> e fin dal 18 ottobre sta catalizzando su di sé le attenzione del mondo intero del web marketing. Dopo qualche settimana a studiarne l’impatto, crediamo sia tempo di dire la nostra a riguardo.</p>
<p>Partiamo dal cosa significhi: semplicemente, è un <strong>offuscamento</strong> in Google Analytics delle keywords cercate dagli utenti che navigano loggati nel proprio Google account. Tutte le parole chiave che hanno portato traffico a un sito digitate <strong>da loggati</strong> non compaiono più in dettaglio nel report delle keywords ma accorpate come (not provided).<br />
<a href="http://googleblog.blogspot.com/2011/10/making-search-more-secure.html">Introducendo la novità</a>, da Google era stata più volte sottolineato che la scelta voleva proteggere la privacy degli utenti e che comunque avrebbe riguardato solo il <strong>2-3%</strong> delle query.</p>
<p>Due punti focali dell’esposizione di Matt Cutts a cui tuttavia sono state mosse <strong>forti (e motivate) critiche</strong>.<br />
Al primo per la disparità di trattamento riservata a chi è inserzionista <strong>Adwords</strong> e chi non lo è. Chi ha una campagna attiva, infatti, può ugualmente vedere tutte le parole chiave con cui i visitatori hanno raggiunto il sito. Il titolo abbastanza diretto di SearchEngineLand a riguardo è stato “<em>Google mette un prezzo sulla privacy</em>”. Dietro il paravento della riservatezza dei visitatori (a cui comunque da Analytics non si può risalire), c’è forse un tentativo di Mountain View di <strong>incentivare il</strong> <a title="Adwords annunci sponsorizzati" href="http://www.mamadigital.com/servizi/paid-search/collegamenti-sponsorizzati-di-google-adwords-pay-per-click/"><strong>posizionamento sponsorizzato</strong></a>? A guardare bene così sembrerebbe, dato che nella sostanza chi riceve traffico a pagamento può ottenere tutti i dati, poiché deve poter misurare il ROI del proprio investimento, e chi invece riceve traffico organico, no. Un atteggiamento, questo, che non può certo non scontentare chi il proprio investimento lo fa in <a title="Posizionamento - SEO" href="http://www.mamadigital.com/servizi/search-engine-optimization/"><strong>posizionamento naturale</strong></a> (che però non rimpingua le casse di Google).<br />
Sulla percentuale di query sconosciuta, invece, ogni giorno ci si confronta con nuovi e poco consolanti dati. Alcuni siti riportano anche di <strong>18-20%</strong> di keywords (not provided), una percentuale molto differente da quella stimata da Google e che significa un possibile forte handicap nella valutazione dei dati e nella loro traduzione in strategie di marketing.<br />
Si tratta probabilmente di casi non rappresentanti la norma, e le nostre valutazioni al momento sono parecchio distanti: le query offuscate variano per lingua (in inglese più che in italiano), per demografia, tipologia di sito visitato, ma resta il fatto che possono solo crescere se l’utilizzo di <strong>Google+</strong> aumenterà e gli utenti utilizzeranno maggiormente i motori di ricerca da loggati (e questa potrebbe essere un’altra spinta a farlo).</p>
<p>A meno di molto improbabili passi indietro di Google, comunque, la realtà è questa e con essa bisogna confrontarsi, ma <strong>senza drammatizzazioni</strong> fuori luogo.<br />
Trarre decisioni solo dalle keyword in uno scenario complesso come quello attuale, in cui le referenze di un brand nei motori di ricerca vanno oltre il sito e in cui dominano le conversioni multichannel è comunque riduttivo. E Google non ci darà più alcuni dati, vorrà solo dire che saremo più bravi a leggere gli altri.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Il Social Commerce: la nuova frontiera</title>
		<link>http://www.mamadigital.com/blog/2011/11/16/social-commerce/</link>
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		<pubDate>Wed, 16 Nov 2011 13:43:37 +0000</pubDate>
		<dc:creator>admin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Social Media Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce]]></category>
		<category><![CDATA[ecommerce-b2c]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Social eCommerce (o più semplicemente Social Commerce), in Italia, è una strategia da pionieri. È quanto risulta dalla ricerca dell’Osservatorio ICT &#38; Management del Politecnico di Milano, i cui dati sono stati resi pubblici durante la convention eCommerce B2c 2011. Quando parliamo di Social Commerce, facciamo riferimento a modalità di commercio elettronico multi-piattaforma comprensivo di strategie di comunicazione social ideate ad hoc. Per intenderci: il mero profilo aziendale che pubblica le ultime offerte sulla propria bacheca, non può dirsi un vero e proprio strumento di social e-shopping e non basta. La grande sfida delle aziende sembra giocarsi nel campo del 2.0, dove la qualità del servizio o del prodotto offerto e l’abilità CRM faranno la differenza, così come la capacità di creare engagement e fidelity. L’espansione del Social Commerce è strettamente legata alla capacità delle piattaforme social di fornire a e-shopper e aziende strumenti innovativi, interessanti e affidabili per un’integrazione organica tra profili social, e-shop e sistemi di pagamento diffusi. A iniziare dal recommendation engine di Amazon (1995), per terminare con la possibilità di creare profili aziendali su Google Plus (qualche settimana fa), le occasioni per le aziende sono in continua evoluzione: si tratta solo di tenersi aggiornati e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il Social eCommerce (o più semplicemente <strong>Social Commerce</strong>), in Italia, è una strategia da pionieri. È quanto risulta dalla ricerca dell’<strong>Osservatorio ICT &amp; Management del Politecnico di Milano</strong>, i cui dati sono stati resi pubblici durante la convention eCommerce B2c 2011.</p>
<p>Quando parliamo di <strong>Social Commerce</strong>, facciamo riferimento a modalità di commercio elettronico multi-piattaforma comprensivo di strategie di comunicazione social ideate ad hoc. Per intenderci: il mero profilo aziendale che pubblica le ultime offerte sulla propria bacheca, non può dirsi un vero e proprio strumento di social e-shopping e non basta.</p>
<p>La grande sfida delle aziende sembra giocarsi nel campo del 2.0, dove la qualità del servizio o del prodotto offerto e l’abilità CRM faranno la differenza, così come la capacità di creare <em>engagement e fidelity</em>.</p>
<p><strong>L’espansione</strong> del Social Commerce è strettamente legata alla capacità delle piattaforme social di fornire a e-shopper e aziende strumenti innovativi, interessanti e affidabili per un’integrazione organica tra profili social, e-shop e sistemi di pagamento diffusi.</p>
<p>A iniziare dal recommendation engine di Amazon (1995), per terminare con la possibilità di creare <a title="Google plus profili aziendali" href="http://www.mamadigital.com/blog/2011/11/10/profili-aziendali-google-plu/">profili aziendali su Google Plus</a> (qualche settimana fa), le occasioni per le aziende sono in continua evoluzione: si tratta solo di tenersi aggiornati e di scegliere le strategie più adeguate alla propria tipologia di business.</p>
<p>Per coloro che, come noi di Mamadigital, sono convinti che il pionierismo sia l’approccio giusto alla competizione, il Social Commerce è il sentiero da battere per avere un posto nel futuro dell’eCommerce.</p>
]]></content:encoded>
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