SEO Content marketing: 6 cose che ho imparato dal buon vecchio Hegel

Be where your competitors are not è uno dei mantra (anche) del SEO Content marketing. Un consiglio saggio, utile, pratico. Roba da tatuarselo su entrambi gli avambracci per essere sicuri di leggerlo ogni mattina mentre ci si mette alla tastiera.

Io decido di fare esattamente il contrario. Mi faccio tentare dal colpaccio, dalla mandrakata. Cedo alla vanità di piazzare la tripla e posizionare un post che da solo varrebbe quanto l’intero progetto. Ci sono tutti i presupposti per fare una figura barbina di quelle epiche.

Le cose non andarono esattamente come avevo previsto. Per questo chiesi a una comune conoscenza di darmi una mano: Georg Wilhelm Friedrich Hegel. Avete mai sentito parlare della dialettica hegeliana?

Stage 1: affermazione della tesi

La lotta era dura e mi faceva anche abbastanza paura. Perché davanti a me c’erano tizi grossi. Ma proprio grossi. Trust a livelli talmente alti che la cima si perdeva tra le nuvole. Post in SERP da tanto di quel tempo che nemmeno a picconate si scalzavano. Volendo continuare con la citazioni, io ero Davide, la mia fionda (ovvero il sito sul quale lavoravo) era davvero piccola e Golia si era moltiplicato a dismisura.

La mia mente cominciò a recitare da sola be where your competitors are not. La ignorai.

Scrivo un post con l’obiettivo di posizionarlo sulla keyword competitiva ma altamente strategica. Il post è ottimizzato come si conviene: title, description, H1, immagine, bold, eccetera.

Chiameremo questo primo post tesi, per coerenza con la dialettica hegeliana.

Il risultato? Non dei più entusiasmanti. Per la keyword scelta, il post non risultava nemmeno nelle prime venti pagine della SERP. I motivi erano i più disparati. Ma potevano essere in buona parte ricondotti a uno: eccessiva competizione. Insomma, avevo fatto il passo più lungo della gamba. E, almeno fino a quel momento, buttato mezza giornata di lavoro.

Stage 2: negazione della tesi (o antitesi)

Decisi di non mollare anche se barcollavo pericolosamente, come il proverbiale guscio di noce nel bel mezzo della tempesta del secolo. Pesando a come fare per risolvere la situazione, visto che il solo linking interno non bastava, mi venne in mente un altro proverbio: l’uomo saggio impara dall’esperienza altrui.

Mi feci in giro in quella SERP. Cercai di capire chi si posizionava con quale tipo di contenuto ci riusciva. E notai così un particolare: di testo ce n’era poco ma le immagini non mancavano, anzi erano predominanti. Come avrete capito, stiamo parlando di travel.

Visto che il primo post scritto non aveva avuto un buon riscontro, decisi di scriverne un altro, che chiameremo antitesi ed era diametralmente opposto al primo. Testo ridotto al minimo. Immagini tante, dieci per l’esattezza, raccolte in una gallery. Tutte grandi, ottimizzate e soprattutto originali.

Pubblicai la nostra antitesi con quel pizzico di trepidazione che mi fece tremare l’indice destro. Trascorsero tre-quattro settimane di linking interno. Il post si posizionò con relativamente poca fatica. Certo, oscillava tra la nona e la decima pagina. Ma, come vedrete in seguito, era già tanto.

Galvanizzato da questo (minimo) riscontro, decisi di concentrare gli sforzi sull’antitesi. Che, comunque, non si spostava da dove era apparsa, ovvero in nona-decima pagina.

Stage 3: riaffermazione potenziata della tesi

Infine, giunse il momento di prendere il toro per le corna. Né la tesi né l’antitesi avevano dato frutti apprezzabili. Ma da entrambi c’era stato qualcosa da imparare. Quindi:

  • Lavorai sull’antitesi, dal momento che mi aveva dato maggiori soddisfazioni.
  • Scrissi un testo lungo e approfondito, qualcosa che si aggirava sulle 2mila parole.
  • Aggiunsi ben 11 (e dico 11) immagini, tutte messe nel div del testo (e non gestite come gallery).
  • Aggiunsi tutte le intestazioni Hx del caso (in particolare, H2 e H3).
  • Rifinii il topic modelling, per intercettare eventuali keyword collegate alla principale (mi sentivo molto Michelangelo mentre picchiettava il blocco di marmo che sarebbe diventato il Mosè).
  • Inserii pochi link in uscita.
  • La tesi faceva redirect verso l’antitesi, così da ottimizzare anche il linking interno.

Risultato: il post arrivò in 22a posizione. È lì tuttora e migliora ogni giorno che passa, come una buona bottiglia di Lacryma Christi.

Se vi sembra poco, sappiate che il sito su cui stavo lavorando è online da circa tre anni. E che per quella specifica keyword il post stava sopra a mostri come Valtur, sito infinitamente più forte rispetto a quello su cui lavoravo. Vi lascio immaginare gli altri chi sono.

E comunque, è solo la base di partenza per scalare vette sempre più alte.

SEo-content-marketing

Take away:

  1. Mai dimenticare le ottimizzazioni base del post: title, description, H1, bold, intestazioni Hx, elenchi puntati e ottimizzazione dell’immagine (meglio se tante immagini) sono gli attrezzi di base del mestiere. Avete mai visto il più skillato degli idraulici uscire da casa senza la sua fidata chiave inglese?
  2. Non dico che Golia deve per forza restare lì dov’è ma non basta un solo colpo di fionda per buttarlo giù. Anzi, spesso ce ne vogliono davvero tanti. Opportunamente distribuiti in un lasso di tempo ragionevole. Sostituite la fionda con un buon contenuto e i proiettili con una bella link building strategy
  3. In depth. Due semplici parole per indicare che il vostro post deve aspirare a essere l’ultima parola su un dato argomento. Difficile? Be’, come sottolinea Kurt Russell alias John Ruth il Boia in The hateful eight, “nessuno ha detto che questo è un mestiere facile”.
  4. Tentare. Sbagliare. Correggersi. Tre parole da ripetere ogni giorno, se si vuole fare Content marketing. Senza aver mai paura di sbagliare. O di ammettere di averlo fatto.
  5. Razionalizzate le pagine del magazine/sito/blog. Se due o tre pagine trattano un argomento simile, riunite le informazioni in un solo contenuto approfondito e ben strutturato. Per tutto il resto, c’è il redirect.
  6. Come ho già detto, l’uomo saggio impara dall’esperienza altrui. Cercate di capire quali sono i plus di una pagina già (ben) posizionata. Una volta trovati, dovete solo fare meglio. Tutto qui.


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“Serietà e competenza, disponibilità e supporto costante: sono le keywords di una collaborazione pluriennale che ha consentito di raggiungere gli obiettivi condivisi. Persone oltre che professionisti, è questo il punto di forza della collaborazione.”

Davide Torrisi
Web Marketing Coordinator, Bocconi