Video multimediali e Digital Marketing

Video multimediali

Il 2015 appena iniziato si appresta a diventare, secondo le previsioni di molti, l’anno segnato dalla crescita in Rete del valore dei video multimediali quale strumento in grado di apportare enormi benefici a molti dei settori più strategici del marketing digitale, partendo dal Content fino ad arrivare a giocare un ruolo chiave nell’advertising, in particolar modo nel campo del Programmatic.

La crescita registrata dal settore nel corso dell’anno appena trascorso lascia pochi dubbi in merito e anche le aziende italiane cominciano ad esplorare con maggior curiosità tutte le possibilità offerte dai video multimediali.

Abbiamo già accennato tempo fa in questo post al grande potere dei visual content (immagini, video e infografiche) nel catturare letteralmente l’attenzione degli utenti che navigano, molto più rispetto ai contenuti testuali divulgati in Rete.

Nello specifico, poi, i contenuti video, soprattutto se virali, hanno il potere di “ipnotizzare” le folle e risultano senza dubbio i preferiti dalle audience anche in termini di condivisioni.

Gli ultimi mesi del 2014 sono stati caratterizzati dalla crescita del ruolo rivestito dai video multimediali nel campo dei Social media. Le recenti novità in materia introdotte da piattaforme quali Facebook e Twitter, per citare due dei principali attori del settore, hanno registrato tuttavia effetti contrastanti termini di coinvolgimento ed interesse da parte degli utenti in Rete, spaziando dall’entusiasmo più sfrenato al totale disinteresse. Eppure, quasi si trattasse di una vera e propria corsa agli armamenti, Facebook e Twitter (ma anche Instagram in precedenza) hanno annunciato e, nel caso della piattaforma di Zuckerberg già lanciato, nuove funzioni dedicate ai video multimediali con l’obiettivo di risultare ancora più appetibili per gli utenti online.

Novità come quella riguardante i video proprietari di Facebook o l’annunciata decisione di Twitter di aprire alla video advertising hanno catalizzato l’attenzione dell’opinione pubblica online provocando reazioni contrastanti tra sostenitori e contrari.

Non è infatti detto che scelte come quelle prese dai vertici dei Social media si rivelino al cento per cento efficaci in termini di engagement. Spesso mosse dal tentativo di “rubare” traffico a Youtube, indiscusso protagonista del video sharing, iniziative come le ultime lanciate rischiano di rimanere nell’ombra o comunque di non portare particolari benefici come successo ad esempio a Instagram, dove l’introduzione della possibilità di condividere video, comunque ben accolta dagli utenti, non si è tradotta in migliorie significative al servizio.


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Yigit Evren Aktekin
Ecommerce Manager, Terranova