Native Advertising, la pubblicità non distrae l’utente ma lo coinvolge

L’audience in Rete è costantemente alla ricerca di contenuti freschi, ricchi e interessanti, in grado di stimolarne la curiosità. D’altro canto i Brand sono alla costante ricerca di modalità attraverso cui generare partecipazione ed engagement da parte della Rete.

In uno scenario simile, in cui l’obiettivo dei Brand è quello di comunicare messaggi in grado di “appassionare” gli utenti sul bene o servizio offerto e quello degli utenti è trovare informazioni interessanti, la Native advertising trova la sua ragion d’essere andando a soddisfare entrambe le necessità.

Questo tipo di pubblicità veicolata sottoforma di contenuti editoriali (che possono essere testi, immagini o video) si caratterizza proprio perché in essa l’aspetto pubblicitario non “distrae” l’utente ma è parte integrante del contenuto.
I messaggi veicolati sono perfettamente armonizzati all’interno del contenitore che li ospita, spesso costruito ad hoc (come nel caso di un magazine o blog, ma anche Social Network). I branded contents così realizzati hanno una forte vena ingaggiante perché utili dal punto di vista informativo seppur mossi da obiettivi commerciali.

Il successo della Native advertising è dato dal fatto che se la pubblicità classica nasce con l’obiettivo di catturare l’attenzione dell’utente distogliendolo dalla sua attività principale online, questa genera engagement annullando la separazione tradizionale tra contenuti editoriali e pubblicitari.

L’aspetto qualitativo dei contenuti veicolati è tutt’altro che marginale: qualsiasi strategia pensata in tal senso dovrà partire dallo studio delle attività e delle ricerche degli utenti online, dei loro interessi relativamente ad uno specifico topic. Sulla base dei risultati ottenuti occorrerà quindi studiare le tipologie di attività da realizzare per veicolare in Rete messaggi interessanti.
Il ritorno in termini di brand awarness e fidelizzazione dell’audience è facilmente riscontrabile.

Profondamente radicata negli Stati Uniti, secondo gli studi portati avanti dagli specialisti del settore, nel 2016 gli investimenti in Native Advertising aumenteranno considerevolmente proprio per la sua sviluppata capacità di ottenere un alto tasso di coinvolgimento dell’audience a fronte di una presenza del Brand costante ma meno intrusiva.
Ovviamente la Native Advertising non va a sostituire la pubblicità tradizionale ma solo ad affiancarla. È fondamentale, infatti, bilanciare le due forme nella definizione della propria strategia digitale.

In Mamadigital un esempio di Native Advertising è rappresentato dalla Digital Popularity che nasce dall’integrazione delle logiche di Digital Pr alle strategie di link building e mira a coinvolgere l’audience raggiunta attraverso la strategia di Universal Optimization® veicolando contenuti ottimizzati in ambienti differenti, anche Social.

Indipendentemente dalla forma e dal contenitore scelto l’obiettivo della Native Advertising è comune: mantenere alta l’attenzione degli utenti in Rete, fidelizzarli rispetto al Brand e stimolare l’interazione.


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“Uno staff tecnico attento e disponibile, capace di proporre soluzioni innovative. Questi gli aspetti da evidenziare nella collaborazione con Mamadigital, oltre alla straordinaria capacità di anticipare i tempi e di definire strategie creative ed efficaci.”

Yigit Evren Aktekin
Ecommerce Manager, Terranova