Foursquare: dalla condivisione di check-in alla fruizione di informazioni

Quando si parla di social media, Facebook e Twitter tendono a monopolizzare generalmente pensieri, discorsi, blog e prime pagine. Ma come in tutte le famiglie, è inevitabile che a un certo punto i fratelli minori, crescendo, inizino a scalpitare per ricevere una maggior e, tuttavia spesso, meritata attenzione. È il caso di Foursquare, il noto social network che si basa sulla geolocalizzazione via web e app per mobile.

Bene. Giovedì scorso Foursquare ha rilasciato una dettagliata quanto impressionante carta topografica su cui sono stati tracciati gli ultimi 500 milioni di check-in degli ultimi tre mesi. Sì, avete letto bene: 500 milioni, un numero gigantesco se pensiamo che l’app è stata lanciata solo quattro anni fa e in 10 grandi città. Ora, invece, gli utenti registrati sono 25 milioni, anche se quelli attivi al mese sono circa otto, e l’azienda ha raccolto fino ad ora 71,4 milioni di dollari di venture capital.

Vero è che la funzione di geolocalizzazione è stata integrata oramai anche su Facebook e Twitter e compagnia bella. Da cui la necessità per Foursqaure di rinnovarsi. La sua carta non proprio segreta? I dati, i milioni di dati raccolti attraverso l’uso che ne fanno gli utenti, una dote comune alla maggior parte delle grandi piattaforme. Come la stessa azienda spiega, “con ogni check-in le persone registrano tutti i luoghi dove amano andare”.

In parole spicce, Foursquare vuole diventare la meta digitale e il mezzo di ricerca per scoprire quei luoghi intorno a voi, nel mondo reale, che siano affini ai vostri gusti e alle vostre preferenze. Per farlo l’azienda si è posta tre obiettivi:

  • Creare incredibili suggerimenti personalizzati”: come potete osservare sulla mappa, la forza dell’Explorer di Foursquare non è nell’individuazione semplicistica dei punti corrispondenti ai check-in quanto nell’esaltazione dei legami con tutti gli altri posti dove gli utenti sono stati. Per capirsi, se un certo numero di persone fanno un check-in in un’enoteca dopo essere state a teatro (altra localizzazione), Foursquare riconosce una certa relazione tra i due posti, motivo per cui potrà consigliare la suddetta enoteca a chi facesse ricorso a Explorer dopo essere stato in quel teatro. Non solo: lato “personale”, se fate spesso dei check-in in enoteche o simili, Foursquare sa che siete degli amanti del vino, per essere eleganti, e, laddove vi troviate in vacanza in un’altra città, può e sa che locali consigliarvi. Come sottolinea la stessa azienda “Ci piace pensare ad esso come la nostra versione di Google PageRank per il mondo reale – stiamo lavorando perciò per capire i miliardi di connessioni invisibili tra i diversi posti in modo da poter formulare delle raccomandazioni incredibili e precise”.
  • Sovrapporre una mappa di localizzazione al mondo reale”: avete presente un database infinito e sempre aggiornato di check-in che, ovunque vi troviate, vi fornisca utili informazioni su locali e luoghi attorno a voi? Ecco, questo è Foursquare Explorer. Non è un caso, d’altronde, che oltre 100 milioni di persone al mese consultino le informazioni fornite da Foursquare tramite i suoi partner quali Instagram, Bing, Flickr, Quora, Path, iSoundtracking, Evernote, Garmn.
  •  “Connettere le persone con i luoghi che visitano”: anche nel caso di Foursquare, la bellezza di questo social network è nella capacità di creare, sviluppare e rafforzare le relazioni, anche se in questo caso la relazione è tra l’utente e i luoghi che esso usa più visitare. L’azienda vuole, in questo senso, sviluppare una serie di tool in grado di tenere l’utente aggiornato sulle promozioni o il nuovo campionario del negozio di scarpe vicino casa che ci piace tanto.

 

 

Blake Shaw, data scientist di Foursquare, in un’intervista a TechCrunch, ha voluto ribadire questi obiettivi per il 2013: “Ci stiamo rendendo conto che le persone vogliono strumenti utili per trovare i posti migliori, indipendentemente da dove si trovino… Quindi stiamo cercando di costruire questi strumenti”. Questo vale soprattutto per gli utenti mobile perché “le persone ormai non sono più sedute davanti alla propria scrivania cercando di consultare il loro pc, ma si trovano nel mondo reale, con il loro dispositivo mobile”.

È evidente come Foursquare, al pari di Twitter, nato come strumento di condivisione, sia diventato un mezzo di consultazione e consumo delle informazioni. “Stiamo entrando in una nuova era della cartografica, in cui le mappe cambieranno per meglio adattarsi all’uso che se ne fa e verranno realizzate insieme a voi, ai vostri amici e ad altre milioni di persone”.


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Francesca Monteduro
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