Search, plus Your World: la fusione tra Search e Social+

Che fosse solo questione di tempo lo credevamo e la notizia non ci lascia in realtà totalmente stupiti, ma la novità annunciata da Google è di certo di portata significativa e suscettibile di cambiare l’esperienza di ricerca di moltissimi utenti.

Si chiama Search, plus your world, e rappresenta la completa e definitiva fusione tra mondo search e mondo social per come li intendevamo finora. Da oggi, su Google.com in inglese, gli utenti loggati nel loro account Google+ potranno vedere, mischiati ai risultati classici, risultati personali, ovvero condivisi dai loro contatti.

Già da anni Google ha cominciato a mostrare risultati “personalizzati”, prima in base all’esperienza utente, poi anche in base alle interazioni dei propri social circles, fino all’integrazione di Social Search a febbraio; adesso, ogni persona vedrà una SERP differente, contenente informazioni (link, immagini, video) esplicitamente condivise con lei.

Nella sostanza, le pagine dei risultati saranno composte da link a risorse classiche, link a risorse portate più in alto in base alle abitudini di chi effettua la ricerca, link promossi per via delle connessioni sociali, e link prettamente personali condivisi da amici su Google+.
All’utente è lasciata la possibilità comunque di cercare nel web classico, ma i risultati di default saranno quelli personalizzati.
Al momento tuttavia sono solo le connessioni su Google+ a influenzare la ricerca: Facebook e Twitter, come Flickr o Linkedin, sono esclusi.
Sicuramente se le cose non cambieranno Google dovrà rispondere ad accuse di promozione sleale dei propri prodotti, essendo Search plus your world piuttosto un Search plus your Google+. E altri grattacapi potrebbero venire dal fronte privacy, con contenuti privati che potrebbero essere condivisi pubblicamente dai nostri contatti e con gli inserzionisti Adwords che continuano ad avere accesso alle keywords di accesso ai siti digitate da utenti loggati, precluse invece a chi non ha campagne attive. Verosimilmente, infatti, le persone tenderanno a cercare in futuro cose più personali, potrebbero cliccare su annunci e quindi fornire a inserzionisti informazioni su loro interessi privati più che in passato.
Dalla sua posizione dominante (o di monopolio, come in Italia), tuttavia, Google probabilmente non se ne curerà granché.

Quel che è certo, intanto, sono le implicazioni di questa mossa, evidentemente grandi, sia per chi il motore di ricerca lo usa, sia per chi ha bisogno di farsi trovare online.
Se fino a poco tempo fa comparire tra i primi risultati poteva essere sufficiente a guadagnare visite al proprio sito web, a breve non lo sarà più:

  • I risultati “classici” vengono spinti in basso da quelli “promossi”;
  • I risultati “promossi” attirano maggiormente il clic poiché consigliati/condivisi da persone nella cerchia sociale dell’utente, che tenderà a fidarsi del suggerimento;


Per le aziende
diventerà quindi sempre più importante avere una forte presenza social e fare in modo che i propri contenuti vengano diffusi il più possibile, su Google+, per ora, e forse anche altrove in futuro.
Il Search Marketing classico ha ormai poco senso. Se ancora ci fosse qualche dubbio, adesso è evidente: è tempo di Universal Optimization.


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“Serietà e competenza, disponibilità e supporto costante: sono le keywords di una collaborazione pluriennale che ha consentito di raggiungere gli obiettivi condivisi. Persone oltre che professionisti, è questo il punto di forza della collaborazione.”

Davide Torrisi
Web Marketing Coordinator, Bocconi