Le nuove Google+ Pages per rafforzare la presenza online del Brand

Google plus page aziendePochi giorni fa Google ha annunciato la possibilità di creare Google+ Pages, versione business dei profili user. Un’apertura che era nell’aria da tempo, fin dai primissimi giorni di vita del social network, forse, quando immediatamente sono nati accanto a quelli personali account di aziende e siti web. All’epoca impreparato, Google calò la mannaia su tutti, irremovibile, lasciando però intendere che la feature sarebbe stata disponibile in seguito. E la possibilità è divenuta ora realtà. Se tardivamente o meno (il grado di insoddisfazione per l’assenza delle pagine è stato tanto), lo dirà il tempo, ma resta il fatto che oggi è opportuno, se non necessario, fruire della nuova funzione, come già diverse aziende di levatura internazionale hanno fatto in tutto il mondo (Italia compresa: vedi Fiat o Telecom). Lasciando alla guida ufficiale le indicazioni su come aprire e personalizzare la pagina, preferiamo intanto concentrare la nostra attenzione sul perché, a nostro parere, farlo non è optional.

In primo luogo, un’azienda, grande o piccola che sia, non può permettere che il proprio brand venga utilizzato da altri in una piattaforma con 40 milioni di iscritti. Come su Facebook, infatti, chiunque può aprire una pagina relativa a un brand senza esserne il rappresentante: essere assenti significa rischiare di vedere la propria immagine rovinata e i propri followers unirsi a pagine non ufficiali piuttosto che a quella istituzionale.
Già questo solo motivo dovrebbe essere sufficiente a indurre alla creazione di una (o più) Google+ Page, ma oltre all’aspetto di necessità ci piace mettere in luce anche i vantaggi di una presenza sul social network di Mountain View.

Le pagine, prima di tutto, si riveleranno sicuramente un efficace mezzo per il presidio della SERP legata al brand, poiché non è difficile prevederne un rapido posizionamento per le ricerche a esso correlate;  in secondo luogo, poi, aiuteranno di aiutare a costruire credibilità per i siti da esse linkati: senza addentrarci nei meandri dei brevetti relativi all’Agent Rank è evidente che le ultime introduzioni di Google volte a integrare social e search serviranno sempre più anche a valutare il trust di un autore o di una “identità digitale”. Collegare il proprio sito e la propria pagina, quest’ultima tanto più credibile quanto più aggiunta ai circle di utenti a loro volta stimati, contribuirà alla creazione e al rafforzamento di buona impressione agli occhi dei motori di ricerca, o in termini più freddi di metriche con cui collocare un sito più o meno in alto; allo stesso modo, i link pubblicati (e le interazioni degli altri utenti con essi) avranno un’influenza sui posizionamenti.

Tutto ciò senza scordarsi che in primo luogo Google+ dovrebbe essere un posto di ritrovo e condivisione: per un’azienda significa comunicazione, fidelizzazione, Social Media Marketing.
In definitiva, quindi, alla domanda se serve aprire o meno una Google+ Page, la nostra risposta è senza dubbio “Sì, e quanto prima!”.


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Davide Torrisi
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