Pay per click e SEO a braccetto per migliorare il proprio ROI

L’allocazione del budget per le aziende che decidono di investire in Search Marketing è sempre un problema spinoso: meglio puntare al posizionamento organico o a quello a pagamento? Una possibile risposta all’interrogativo è arrivata recentemente da uno studio di Google, che ha decretato che la scelta più opportuna, in realtà, è: entrambi.

Dall’analisi condotta dal Google Research Lab, infatti, è emerso che la sinergia tra posizionamento sponsorizzato e naturale è quella in grado di portare i maggiori benefici e che venendo meno il primo il secondo da solo non è in grado di dare lo stesso risultato.
A volere essere malpensanti, si potrebbe sottolineare che dati gli ovvi interessi di Mountain View nella promozione di Adwords, queste indicazioni possano essere poco veritiere. Tuttavia il paper dal titolo Incremental Clicks Impact Of Search Advertising è consultabile da chiunque e si basa su numeri reali e non su mere speculazioni. Partendo da 400 account Adwords (in Germania, Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia) in cui le campagne erano state poste in pausa, i ricercatori hanno tenuto sotto controllo il traffico dei siti in assenza di posizionamento a pagamento arrivando, tramite un modello statistico, a concludere che l’89% del traffico generato da annunci di ricerca non è compensato da click organici quando gli annunci sono in pausa.
Il dato è interessante e fa riflettere sull’opportunità di considerare un investimento in pay per click anche quando già è in atto un’attività di SEO. Affiancare a quest’ultima un presenza sponsorizzata tra i risultati di ricerca è infatti una scelta che non deve apparire strana. Per diversi motivi. In primo luogo perché presidiare la SERP con due risultati significa maggiore probabilità che l’utente clicchi su uno dei nostri link. In seconda istanza, perché studi dimostrano che il 30% circa del traffico è catturato dagli annunci di ricerca: non essere presenti tra essi significa solo lasciare la propria quota a un competitor.
Inoltre, una campagna di keyword advertsing ben ottimizzata può avere dei benefici anche sul posizionamento naturale, permettendo di:

  • Individuare le parole chiave a elevato tasso di conversione su cui poi lavorare per il ranking organico;
  • Monitorare il ROI su keyword legate al brand (che dovrebbero convertire bene e costare poco) e paragonarlo a quello del traffico non a pagamento per decidere quale fonte di traffico sia più efficace per questo tipo di ricerche.

La decisione ottimale è quindi quella di abbinare il PPC alla SEO e coprire quanto più spazio possibile della pagina dei risultati. Se poi si mette in atto anche una strategia di Universal Optimization e dall’organico si riesce ad avere più di un risultato tra le prime posizioni, ovviamente, meglio ancora.


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“I traguardi raggiunti insieme a Mamadigital ci rendono soddisfatti sia per gli importanti riscontri in termini di aumento delle richieste di adozioni a distanza, sia per la grande sintonia sviluppata con il Team dell’agenzia, aspetto tutt’altro che secondario nell’ottica dei risultati”

Francesca Monteduro
Marketing & Fundraising officer di ActionAid Italia